Traccia intervento Milano 4 novembre 2015 Marica Di Pierri ( A Sud)

IN GENERALE

  • Mio approccio non da fedele ma da attivista ambientale
  • Enciclica Laudato Si: straordinario documento che snocciola una serie di questioni di portata globale e dall’enorme valenza politica con chiarezza rara quanto necessaria.
  • Documento che ha il grande merito di chiamare le cose con il loro nome (Che come direbbe Rosa Luxemburg è il primo atto rivoluzionario)
  • Rimette al centro la vita nella sua interezza
    Smontando la teoria del predominio dell’essere umano sulla natura, la madre terra.
    (necessità di ricongiungere l’attività umana a una dimensione etica)

ANCOR PRIMA:    Riafferma che l’Ecologia viene prima di Economia

  • economia (dal greco: oikos = casa + nomos = legge, la legge della casa)
  • l’ecologia (dal greco oikos = casa + logos = studio, studia le relazioni tra esseri viventi e ambiente in cui si sviluppano)

Il buon senso suggerirebbe quindi che, prima di creare le leggi per la casa ( economia), bisognerebbe studiarne le caratteristiche (ecologia).
L’enciclica RIPRENDE E APPROFONISCE CONCETTI NOTI DA ANNI IN ALCUNI CONTESTI:

  • NELLE ANALISI E RIVENDICAZIONI DEI MOVIMENTI PER LA GIUSTIZIA AMBIENTALE
  • NEL DIBATTITO TEORICO IN CORSO, SOPRATTUTTO IN AMERICA LATINA, SUI DIRITTI DELLA NATURA.

* * * * * *

[[[Tra essi da sottolineare il punto 49 dell’Enciclica: – “oggi non possiamo fare a meno di riconoscere che un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri”. E’ una riflessione che riprende il principio di Giustizia ambientale, utilizzato da decennidai movimenti sociali impegnati nella difesa di territori e diritti ]]]*****

 

* * * * * *

Anzitutto,  i contesti di riferimento a cui mi riferisco derivano dalla tradizione delle popolazioni indigene.

  • Non sparute tribù di poche centinaia di persone che vivono isolate, ma, ancora oggi, la maggioranza della popolazione di paesi come la Bolivia, l’Ecuador, il Peru, il Guatemala e di molti paesi dei sud del mondo.
  • Nei processi sociali di rivendicazione e difesa del territorio e dei beni comuni, emerge  la forza di una visione radicale e molto ben radicata.

Segna il distacco tra due visioni

Cosmogonia VS antropocentrismo

  • CULTURA OCCIDENTALE: dall’illuminismo in poi, ha separato soggetto (uomo) da oggetto (natura). L’umo è al centro. Da quel momento in poi la relazione uomo-terra viene letta e praticata attraverso dinamiche di sfruttamento e dominazione.
  • CULTURE INDIGENE:  approccio cosmogonico e olistico. Esseri umani: parte dell’ecosistema terra (l’enciclica parla di “creato”, ma il concetto è identico) e vivono in legame di interdipendenza con gli altri esseri viventi e con l’ambiente circostante. Le culture indigene considerano la Terra la madre terra, indispensabile alla nostra vita lungo tutto il suo corso.  “Pachamama” in Quechua.

Art. 1 enciclica: cita cantico delle creature Terra come casa comune, sorella cui cui condividiamo esistenza, madre che ci accoglie tra le sue braccia.
In tali contesti:

Processi di difesa di beni comuni, fiumi, territori etc hanno aperto la strada a

NUOVI PROCESSI COSTITUENTI e all’elaborazione di NUOVI PARADIGMI

  • Bolivia, dopo guerra dell’acqua.
  • Ecuador dopo lotte contro le privatizzazioni, l’estrazione petrolifera etc.

vengono eletti Morales (primo presidente indigeno) e Correa.

ELABORAZIONE E APPROVAZIONE NUOVE COSTITUZIONI

Costituzioni che contengono principi come il buen vivir, l’armonia con la natura, i diritti della natura.

NUOVO PARADIGMA GIURIDICO

PARADIGMA RIVOLUZIONARIO CHE METTE AL CENTRO DELLA TUTELA LA VITA IN QUANTO TALE

DIRITTI DELLA NATURA [una prima definizione]

I Diritti della Natura devono equilibrare ciò che è bene per gli esseri umani con quello che è bene per le altre specie.  Riconoscimento che la vita e gli ecosistemi del nostro pianeta sono profondamente connessi tra loro. Invece di trattare la natura come proprietà – secondo il diritto vigente – i diritti della natura riconoscono che la natura ha il diritto di esistere, durare, mantenersi e rigenerare i propri cicli vitali.

(Riferimento nell’enciclica: PUNTO 82  “[…] sbagliato pensare che gli altri esseri viventi debbano essere considerati come meri oggetti sottoposti all’arbitrario domi- nio dell’essere umano. Quando si propone una visione della natura unicamente come oggetto di profitto e di interesse, ciò comporta anche gravi conseguenze per la società. La visione che rin- forza l’arbitrio del più forte ha favorito immense disuguaglianze, ingiustizie e violenze per la mag- gior parte dell’umanità, perché le risorse diven- tano proprietà del primo arrivato o di quello che ha più potere: il vincitore prende tutto.)

“La terra ci precede e ci è stata data.  / Eccesso di antropocentrismo”

ECUADOR

Costituzione 2008

Primo Paese a riconoscere i diritti di Madre Terra nella sua Costituzione. (2008)

4 articoli, un capitolo, il settimo

Art. 71.- La natura o Pacha Mama, dove si riproduce e si realizza la vita, ha diritto a che si rispetti integralmente la sua esistenza e al mantenimento e alla rigenerazione dei suoi cicli vitali, strutture, funzioni e processi evolutivi. Lo Stato incentiverà le persone fisiche e giuridiche e i collettivi a proteggere la natura, e promuoverà il rispetto di tutti gli elementi che formano l’ecosistema.

Art. 72.- La natura ha diritto ad interventi di riparazione. Tali interventi saranno indipendenti dall’obbligo che hanno lo Stato e le persone fisiche e giuridiche di  risarcire gli individui e i collettivi che dipendono dai sistemi naturali danneggiati. Nei casi di impatto ambientale grave o permanente, inclusi quelli derivanti dallo sfruttamento di risorse naturali non rinnovabili, lo Stato stabilirà i meccanismi più efficaci per la riparazione, e adotterà le misure adeguate per mitigare o eliminare le conseguenze ambientali nocive.

Art. 73.- Lo Stato adotterà misure precauzionali e restrittive per attività che possano condurre all’estinzione di specie, alla distruzioni di ecosistemi o all’alterazione permanente dei cicli naturali. È proibita l’introduzione di organismi e di materiale organico e inorganico che possano alterare in modo definitivo il patrimonio genetico nazionale.

Art. 74.- Le persone, le comunità, i popoli e le nazionalità avranno diritto a godere dell’ambiente e delle ricchezze naturali che rendono possibile il buon vivere. I servizi ambientali non saranno suscettibili di appropriazione; la loro produzione, prestazione, uso e godimento saranno regolati dallo Stato.

  •  Es. applicativo: CAUSA intentata nel 2010 contro BP dinanzi alla corte costituzionale dell’Ecuador (da attivisti/intellettuali di tutti il mondo, tra essi Alberto Acosta, Vandana Shiva, Nnimmo Bassey, Esperanza Martinez etc.)

BOLIVIA

  • Non inclusione in costituzione di apposito capitolo ma previsione principi che ne legittimano l’attuazione.
  • Promulgazione Legge della madre terra / 2010. ll 7 dicembre 2010 in Bolivia è stata approvata la “Legge dei Diritti della Madre Terra”, che definisce la Terra come “il sistema vivente dinamico costituito dalle comunità indivisibili di tutti i sistemi di vita e dagli esseri viventi, interdipendenti e complementari che condividono un destino comune”.

Tre capitoli e dieci articoli che affermano attraverso la sostanza giuridica valori come l’armonia, il bene collettivo, la garanzia della rigenerazione, la non mercificazione della natura.

ARGENTINA

Presentata proposta di legge sui diritti della Natura in Senato (luglio 2015) [Proposta del Senatore Solanas, endorsement del costituzionalista ex giudice costituzionale Zaffaroni]

ONU

Il progetto di una Carta dei Diritti di Madre Terra è in via di discussione alle Nazioni Unite. Il discorso del Presidente Morales all’ONU era incentrato sulla necessità di lavorare per l’approvazione di una Dichiarazione Universale sui Diritti della Madre Terra. “Il XX secolo è stato il secolo dei diritti umani. Innanzitutto con l’approvazione dei diritti civili e politici nel 1948, e in secondo luogo con l’approvazione dei diritti economici, sociali e culturali nel 1966.  Adesso il XXI secolo deve diventare il secolo dei diritti della Madre Terra e di tutti gli esseri viventi” ha esordito Morales nella sua dichiarazione.

Risoluzione sull’Armonia con la Natura

Il cui dibattito verte su tre domande:

  1. Cos’è la natura? Una cosa, una risorsa, un sistema, una casa, o una comunità di esseri interdipendenti?
  2. Ci sono delle regole in natura? ¿Le leggi naturali che governano la sua integrità, interrelazioni, la riproduzione e la trasformazione?
  3. Noi, come Stati e come società stiamo riconoscendo, rispettando e modificando queste regole della natura?

L’umanità è a un bivio: tra natura mercificare  e riconoscere i diritti della natura.

  • Perché solo noi dobbiamo rispettare le leggi degli esseri umani e non le leggi della natura?
  • Perché è criminale solo che uccide il suo prossimo e non per estinguere una specie o inquinante un fiume tutto?
  • Perché giudicare la vita degli esseri umani con parametri diversi per la vita del sistema nel suo complesso se tutti, proprio tutti, dipende dalla durata del Sistema Terra?

Non c’è una contraddizione nel riconoscere solo i diritti umani di questo sistema, mentre l’intero sistema è ridotta a una fonte di risorse, materie prime, la sintesi di una opportunità di business?

Evo Morales al Vertice ONU Rio+20 (Rio de Janeiro, giugno 2012)

“Per vivere in armonia con la natura dobbiamo riconoscere che non sono solo gli esseri umani ad avere diritti, ma anche il pianeta, gli animali, le piante e tutti gli altri esseri viventi hanno diritti che dobbiamo rispettare. Ciò che sta accadendo adesso a causa del cambiamento climatico è legato al mancato rispetto dei diritti della Madre Terra.”

Tra i punti fondanti della Carta dei Diritti di Madre Terra:

Il diritto alla vita, che significa diritto ad esistere

Il diritto per cui nessun ecosistema, nessuna specie animale o vegetale, nessun ghiacciaio, fiume o lago possa essere eliminato o sterminato a causa di un’attitudine irresponsabile degli esseri umani. Noi umani dobbiamo riconoscere che anche la Madre Terra e gli altri esseri viventi hanno diritto a esistere e che il nostro diritto termina quando incominciamo a provocare l’estinzione o l’eliminazione della natura.

Il diritto alla rigenerazione delle sue bio-capacità

La Madre Terra può rigenerare le sue bio-capacità. L’attività umana sul Pianeta Terra e le risorse della terra non possono essere illimitate. Lo sviluppo non può essere infinito. C’è un limite, dato dalla capacità di rigenerazione delle specie animali, vegetali, forestali, delle fonti di acqua e dell’atmosfera. Se noi esseri umani consumiamo o peggio dissipiamo più di quanto la Madre Terra è in grado di ridare o ricreare, distruggeremo lentamente la nostra casa, asfissieremo poco a poco il nostro Pianeta, tutti gli esseri viventi e noi stessi.

Il diritto ad una vita pulita, ovvero il diritto della Madre Terra di vivere senza essere inquinata

Non solo noi esseri umani abbiamo il diritto a vivere bene, ma anche i fiumi, i pesci, gli animali, gli alberi e la stessa terra hanno il diritto a vivere in un ambiente sano, libero dall’avvelenamento e dall’intossicazione.

QUESTI PUNTI SONO RICHIAMATI E RAFFORZATI NELL’ENCICLICA DI PAPA FRANCESCO

PARADIGMA SOTTESO

QUESTA VISIONE OLISTICA DELLA RELAZIONE UOMO-NATURA, CHE PERMEA ANCHE L’ENCICLICA è COMUNE A TUTTE LE TRADIZIONI ANTICHE DEI POPOLI DELLA TERRA.

[[[[[[[[Esempio: il concetto della Grande Madre.

  • La Venere di Willendorf, rinvenuta in Austria, si stima sia stata realizzata circa 26.000 anni fa
  • La Pachamama dei Popoli indigeni del Centro America
  • Lo Shan dei Nativi europei
  • Wakan Tanka dei Nativi nordamericani

Concetto ripreso anche ai giorni nostri da scienziati come James Lovelock che nella sua “Ipotesi Gaia”, dall’antico nome greco della Terra, teorizza che il pianeta sia un organismo vivente che si prende cura delle sue creature. ]]]]]]]]

METTERE LA VITA AL CENTRO SIGNIFICA:

  • difendere i diritti di Madre Terra significa difendere la sopravvivenza di tutti.
  • Rispetto per la Terra significa rispetto per tutti i suoi abitanti, a qualsiasi specie appartengano.

VS società basata su un rapporto conflittuale tra uomo e ambiente, poiché pone l’uomo al centro dell’universo, con il diritto di sfruttare tutto ciò che ha intorno, dalle risorse del pianeta agli animali.

* * *

DOCUMENTO DI RIFERIMENTO DERIVATO DALLA CONVERGENZA DI MOVIMENTI SOCIALI, ECOLOGISTI E INDIGENI DI TUTTO IL MONDO:

– DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELLA MADRE TERRA / Cochabamba 2010

(Varata durante la Conferenza dei Popoli sul Cambiamento Climatico e i Diritti di madre Terra tenutasi in Bolivia all’indomani del fallimento del vertice di Copenaghen del 2009)

ALCUNE RIFLESSIONI POLITICHE DI CHIOSA:

Enciclica è  straordinario manifesto politico.

A) Pone temi che la politica colpevolmente ignora

1 – cambiamenti climatici, clima come bene comune

“Ingiustizia climatica” (Si riferisce con chiarezza al maggior  colpevole dell’emergenza clima: le emissioni di co2. Cito Testualmente: “Ciò viene potenziato specialmente dal modello di sviluppo basato sull’uso intensivo di combustibili fossili, che sta al centro del sistema energetico mondiale. Ha inciso anche l’aumento della pratica del cambiamento d’uso del suolo, principalmente la deforestazione per finalità agricola”.)

2- Esaurimento risorse naturali a partire dall’acqua

3 – Legame giustizia ambientale e sociale

Relazione salute-ambiente

Legame stretto tra iniquità sociale e iniquità ambientale a livello locale e globale

B) Richiama le responsabilità politiche

(politica internazionale, dibattito pubblico etc.)

INADEGUATE RISPOSTE DELLE ISTITUZIONI NAZIONALI ED INTERNAIZONALI

PARLA DI “POTERI ECONOMICI”

Cito testualmente: “Molti di coloro che detengono più risorse e potere economico o politico sembrano concentrarsi soprattutto nel mascherare i problemi o nasconderne i sintomi, cercando solo di ridurre alcuni impatti negativi di cambiamenti climatici”.

( NELLA REALTà SI REGISTRA MANCANZA ASSOLUTA DEL TEMA NEL DIBATTITO IN EUROPA e in ITALIA)

3) Spinge all’azione introducendo prospettive di cambiamento radicale nel modello economico

Cito testualmente “L’umanità è chiamata a prendere coscienza della necessità di cambiamenti di stili di vita, di produzione e di consumo, per combattere questo riscaldamento o, almeno, le cause umane che lo producono o lo accentuano“

– Puntate su processi di CONVERSIONE ECOLOGICA

– Puntare su un altro stile di vita

– Educare all’alleanza tra L’umanità e L’ambiente

– Gioia e Pace

Riflessione conclusiva:

In molte culture indigene non esiste il concetto di Sviluppo, ma quello di Equilibrio.

Abbiamo enorme esigenza di far uscire questi temi e questi principi dall’ “esotismo” di cui vengono tacciati. Non sono principi di “idealismo utopico”, ma punti fondanti di una visione critica e radicalmente alternativa che dobbiamo implementare.

C’è bisogno di un gran lavoro culturale prima e politico poi, ribaltando le relazioni di subalternità nord-sud, costruendo una grande alleanza tra campi sociali di provenienza e background diverso, scienza, istituzioni sensibili e forze sane dell’economia per agire un vero cambiamento.