Prima le persone, a fianco dei naufraghi e di chi li soccorre

Comunicato stampa

Associazione Laudato si’ – un’alleanza per il clima, la terra e la giustizia sociale condanna la decisione del governo italiano di chiudere i porti ai profughi che si trovano a bordo della nave Aquarius. Il ministro dell’interno Matteo Salvini ha dichiarato che lo stesso accadrà per la nave Sea-Watch 3, in queste ore impegnata in operazioni di salvataggio nelle acque internazionali prospicienti la Libia.

Non è accettabile che uomini, donne, bambini, persone vulnerabili scampate a un naufragio e alle terribili e ben documentate condizioni dei campi libici, si trovino ostaggio di un braccio di ferro tra governi e istituzioni europee, e di una gara tra partiti a ridosso delle elezioni amministrative e dei prossimi ballottaggi – per intercettare e alimentare un voto di chiusura e disumanità.

Siamo a fianco di tutti coloro che in queste ore si prodigano perché non vengano calpestati i valori dell’accoglienza e della solidarietà che hanno dato vita alla nostra Costituzione, alle convenzioni internazionali e all’antichissima legge del mare.

Siamo a fianco di chi in queste ore protegge il fragile impianto dei diritti umani, a cominciare dagli equipaggi delle Ong che valorosamente e in condizioni avverse continuano a fare ricerca e soccorso in mare, dei sindaci delle città che offrono i propri porti, dei tanti attivisti che – pur scontando dure ripercussioni, come don Mussie Zerai – continuano a seminare umanità.

Siamo a fianco dei tanti cittadini che in queste ore si mobiliteranno nella convinzione che le persone vengono prima: prima delle convenienze di Stati e governi, con il diritto di ciascuno alla vita e alla dignità.

Ringraziamo il governo spagnolo che ha concesso il porto di Valencia per l’Aquarius, evitando così ulteriori sofferenze e danni alla vita di queste persone, ma sappiamo che la situazione si riproporrà a brevissimo per la Sea-Watch3. Sappiamo inoltre che, in queste stesse ore, ci sono 790 persone raccolte in mare da mezzi militari e mercantili, non dalle Ong. Il ministro dell’Interno e il ministro delle Infrastrutture decideranno ogni volta chi lasciar sbarcare e chi no?

Chiediamo al Parlamento europeo di esprimersi a favore di una soluzione umana e degna. Chiediamo al governo italiano di accogliere e assistere i profughi soccorsi in mare senza criminalizzare le navi umanitarie.

#Primalepersone