Massimo Robol e Elio Pagani | Diventare artigiani di pace

L’iniziativa per la tutela del creato nell’ambito di un’ecologia globale, come suggerito da papa Francesco nella Laudato si’, non può non avere come uno dei perni centrali il disarmo anche convenzionale, oltre che quello nucleare.

Ogni giorno sui diversi teatri bellici aperti si toccano con mano i devastanti effetti delle guerre condotte con mezzi convenzionali su costrutti umani, natura, patrimonio culturale e umano, legami di solidarietà e di civiltà e sui civili, spesso donne e bambini. Le spese militari mondiali hanno raggiunto un nuovo record storico: circa 1740 miliardi di dollari nel 2017, rappresentando di per sé un enorme spreco energetico e di produzione di CO2 (il solo Pentagono produce il cinque per cento delle emissioni globali). Papa Francesco, anche nel suo recente messaggio in occasione della 50ͣ Giornata mondiale della Pace (1° gennaio 2017), denunciando la nuova «terribile Guerra mondiale a pezzi» ne denuncia, tra l’altro, l’impatto devastante sull’ambiente, esortando tutti ad abbandonare la guerra come strumento per la risoluzione delle controversie internazionali e invitando invece ad abbracciare la Nonviolenza come stile di una Politica di Pace.

Agire per la cura dell’ambiente significa dunque agire contro le cause della guerra, spesso annidate nell’atteggiamento predatorio delle potenze militari, ma anche contro le concezioni militari che si sono imposte da oltre 25 anni e che riammettono la guerra come “strumento per costruire la pace”. Le “missioni militari di pace”, la “guerra preventiva”, la “guerra infinita”, la guerra per “esportare la democrazia”, la “guerra umanitaria”, la “guerra contro il terrorismo” ne sono le varianti. Queste concezioni vanno respinte poiché esse informano e giustificano l’acquisizione e il commercio di nuovi strumenti di morte.

In Italia questa concezione strategica è stata introdotta dal Nuovo Modello di Difesa presentato dai vertici militari in Parlamento nel 1991. Non messo ai voti ma implementato via via in diverse leggi, prevede la difesa armata degli interessi italiani ovunque nel mondo vengano messi in discussione, in piena violazione dell’art.11 della Costituzione. Esso, informando la politica estera e di difesa, spinge verso l’acquisizione di sistemi d’attacco e di proiezione a lungo raggio, mortifica la corretta applicazione di leggi per la limitazione della esportazione di armi (L.185/’90), asseconda le politiche espansive e aggressive della NATO, praticate già in violazione dell’art.5 del suo Statuto. Occorre sostituire questo modello con un modello di difesa non aggressivo, verso l’obiettivo di una difesa non armata e nonviolenta. Ancora papa Francesco suggerisce di praticare la nonviolenza attiva e creativa: per avere a cuore la sorte del pianeta dobbiamo essere “artigiani di Pace”.

(Massimo Robol, padre superiore Comunità comboniana di Venegono Superiore – Elio Pagani, obiettore Aermacchi, Forum Contro la Guerra)