Intervento Rizzuto, appunti

Carattere anticipatorio su temi ancora considerati scomodi dalla società, al contrario dei secoli scorsi in cui era la chiesa ad essere in ritardo.

Tutto nel mondo odierno sembra essere pre-determinato dall’economia. Ogni fatto esiste in funzione di quanta ricchezza crea. Mi riferisco a prodotti e merci certamente, ma non solo. Anche il pensiero dell’uomo è soggiogato al volere dell’impero capitalistico-consumistico: non conviene pensare “fuori dal coro”, non è conveniente pensare modelli alternativi di vita in quanto potrebbero abbassare il PIL. L’enciclica si permette di fare l’opposto. Può ri-pensare un modello con cui interpretare la realtà: non più in funzione di quanta ricchezza produci (tanto più importante quanta più ricchezza produci) ma in funzione della salvaguardia di una casa comune messa in difficoltà da una crisi globale: un’unica crisi, ecologica, sociale ed economica.

Questi tre aspetti diventano interdipendenti: ne viene sottolineata l’interdipendenza.

Come cambia il mondo visto così. Non c’è più un piano economico distaccato e dominante sugli altri due, ma una sfera, o una trisfera (cioè una sfera in 4 dimensioni), i cui tutti punti sono connessi tra loro e si influenzano a vicenda: non è questo il senso della frase “un costo sociale umano è sempre un costo economico”.

Allora è necessario ripensare anche il concetto di progresso, perché guarda al futuro, non è mera visione apocalittica.

Progresso significa scienza e tecnologia.

Aspetti importanti innovativi:

  • La Chiesa per la prima volta esalta il lavoro scientifico, lo rilegge come capacità umana donatale da Dio, di cui fare buon uso. Il significato di “buon uso” è la chiave dell’enciclica
  • Allo stesso tempo denuncia l’asservimento della tecnologia a sole logiche economiche o mette in guardia da tale pericolo: il progresso e la salvezza non si raggiunge su questa strada
  • Collega la scienza al mondo quotidiano, in cui dobbiamo saper vedere i buoni esiti dei progressi scientifici. Tema della biotecnologia OGM è il principale affrontato: se da un lato è strumento prezioso per sfamare l’umanità, perché soffre ancora la fame?

Non c’è progresso se non c’è un indirizzo giusto ed equo per la scienza. Discorso può essere allargato a ricerca farmacologica, tecnologie per la produzione di energia da rinnovabili, tecnologie del riuso e del recupero di energia.

La Chiesa si è posta questi temi…ora forse dovrebbe farlo il mondo scientifico: in maniera organica. Non più ciascuno sul proprio singolo pezzetto di competenza. Bisogna che gli scienziati si pongano il dubbio delle conseguenze a cui portano i propri lavori, di quale utilizzo positivo e negativo possono portare all’umanità.

Aggiungiamo il tema del dominio delle tecnologie più moderne, che coinvolgono anche l’informazione, da parte di pochi “non responsabili”, cioè senza l’onere della responsabilità. Tema della responsabilità è centrale nell’enciclica e forse l’elite tecnologica dovrebbe tenerne conto.

Pensiamo a HFT (High Frequency Trading): in poche frazioni di secondo tramite algoritmi complicatissimi si analizzano milioni di ordini di borsa che vengono acquistati e rivenduti in meno di un secondo generando enormi ricchezze per alcuni ma provocando in alcuni casi disastri che si ripercuotono su molti, quando si bruciano milioni di dollari di un titolo legato ad un’industria che poi deve chiudere e licenziare i propri dipendenti. Assistiamo a due livelli paralleli che viaggiano a diverse velocità e forse regolati da leggi fisiche diverse. Questa è sicuramente un’analisi provocatoria ma ci spinge perlomeno a riflettere e a scegliere la dimensione che vogliamo avere per l’uomo.

Il Papa se lo chiede nell’enciclica, ma i Governi e il mondo scientifico sta facendo queste riflessioni?

In questo senso il rapporto scienza fede è del tutto rovesciato, ora forse è la scienza che rincorre temi posti dalla Chiesa…

Cit. dal capitolo 6:

“è l’umanità che ha bisogno di cambiare. Manca la coscienza di un’origine comune, di una mutua appartenenza e di un futuro condiviso da tutti.

Questa consapevolezza di base permetterebbe lo sviluppo di nuove convinzioni,  nuovi  atteggiamenti e  stili  di  vita.”