Laudato Si'

Un'alleanza per il clima, la Terra e la giustizia sociale

Intervento 4 Novembre Emilio Molinari

L’Enciclica: un qualcosa che “stavo aspettando” da tempo!

Un ponte tra fedeli e non fedeli per affrontare assieme ciò che di più importante abbiamo: La La Casa Comune e la Pace tra i viventi.

Se al fedele chiede di ridefinirsi nel S. Francesco di “Laudato si”.. al laico chiede di ridefinirsi attorno alle migliori tradizioni del pensiero sociale, solidale e ambientalista.

Il peso dell’autorità del Papa che dice: Guardate che la Terra è in pericolo…fa dell’Enciclica “un Manifesto per il XXI secolo” rivolto agli umani di buona volontà: uomini, donne, operai e imprenditori, omosessuali, divorziati, sposati, coppie di fatto e di diritto canonico. A cui si affida la “missione”: di Salvare il Mondo e Pacificarlo.

Ma è un documento scomodo, che viene ignorato da destra e da sinistra mentre il Pontefice viene ogni giorno osteggiato da più parti.

I movimenti dell’acqua e della terra, del lavoro, ecc….devono cogliere la forza che viene loro dall’Enciclica e dall’appello ad una Alleanza.

Nel concetto di casa comune e nel capitolo dedicato all’acqua, si riprende la recente storia dei Beni Comuni..

Il termine Beni Comuni è stato sconosciuto ai più.

Solo pochi studiosi di economia lo trattarono.

Solo con la stagione delle lotte per l’acqua il suo significato si è esteso ad una infinità di concetti e di questioni.

All’acqua o all’aria… si aggiungono: la conoscenza, la sanità, la scuola, il lavoro, la felicità, la mobilità, il web, l’etere, i servizi pubblici, l’informazione, la RAI, persino il PD è stato definito un Bene Comune.

Oppure prevale l’approccio giuridico della commissione Rodotà “disciplinati e codificati:”…i fiumi, i laghi, l’aria, i lidi,  i tratti di costa dichiarati riserva ambientale, i ghiacciai, i parchi naturali, le foreste, la fauna selvatica, i beni culturali, compresi i diritti di immagine sui medesimi beni…”

Condivisibile e necessario. Ma così si perde la potenza della narrazione,  del disastro incombente, la rendono amministrativa o conservativa nel senso della riserva del WWF.

L’Enciclica riprende la narrazione dell’acqua e dei Beni Comuni che dovrebbero essere circoscritti ai 4 elementi fondamentali alla vita:

La Terra – L’Acqua – L’Aria – Il Fuoco che vogliono dire: cibo, bere, clima, respiro, calore:

Indispensabili – Insostituibili – Esauribili – accessibili a tutti e alle future generazioni, e necessitano della partecipazione comunitaria e democratica, locale e universale.

I beni comuni sono esemplificativi:

della crisi climatica, della crisi idrica, della crisi migratoria, della povertà e della terza guerra mondiale a pezzi.

Sono questione ambientale e al contempo la grande questione sociale e della Pace del XXI secolo.

Permettetemi un po’ di conti a partire dall’acqua e da ciò che l’Enciclica afferma: non deve essere soggetta a commercio e privatizzazioni.

  • In soli 70 anni abbiamo perso il 60% della disponibilità d’acqua dolce del pianeta. –
  • Il 20% della popolazione mondiale consuma materialmente e virtualmente l’80% dell’acqua prelevata nel pianeta.
  • A metà del secolo i consumi di acqua saranno triplicati e il 45% della domanda di acqua che farà l’umanità resterà senza risposta.
  • Il 60% delle acque di superficie europee sono inquinate da pesticidi.
  • Barcellona ha prosciugato le sue falde e così S. Paolo e Rio.
  • A metà del secolo il 70% della popolazione mondiale vivrà in megacittà e il 50% saranno considerati baraccati.
  • Ogni anno per effetto delle dighe e dellle scelte energetiche, estrattive, agroindustriali, del Water Grabing e dei mutamenti climatici: 15 milioni di persone, vengono private della terra e dell’accesso all’acqua e trasformate in profughi.
  • L’ONU calcola che i profughi ambientali sono già  3 volte quelli delle guerre e nel 2050 potrebbero essere 400 – 500 milioni.

Di fronte a tutto ciò la risposta della politica e delle multinazionali è: la privatizzazione del diritto a bere e la monetizzazione dell’acqua.

Non è un problema di scarsità o di tecnologia.

Ma di sovranità sulle risorse, di giustizia sociale e quindi politica.

Un esempio

Manaus è sul Rio delle Amazzoni, davanti a lei scorre l’11% di tutta l’acqua dolce del pianeta, esiste una rete idrica, un sistema di potabilizzazione e una tecnologia adeguata, ma il 70% della popolazione non ha accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici, perché la multinazionale Suez Lionnes des eaux non porta l’acqua a chi non è in grado di pagarla.

Al contrario Las Vegas è una città nel deserto ma consuma 1200 litri di acqua al giorno per persona. Acqua che viene loro portata impoverendo il fiume Colorado che non arriva più al mare, sottraendola così ai Messicani. Inoltre oggi la siccità dovuta ai mutamenti climatici si sta trasformando in catastrofe per la California che dipende anch’essa dal Colorado.

Viviamo nel paradosso tecnologico di produrre cibo per 9 miliardi di persone e avere 900 milioni di affamati. Di produrre un nuovo modello di cellulare alla settimana e non assicurare l’accesso all’acqua potabile a 1 miliardo di persone.

Beni Comuni e Enciclica: ci chiedono di aprire i recinti che chiudono le nostre convinzioni e agire come in una “Nuova Resistenza globale”o in termini religiosi in una nuova “ missione di evangelizzare le coscienze”

Da laico la mia la richiesta la rivolgo ai laici e alla sinistra:

  • Occorre un ribaltamento del pensiero antropocentrico.

Capire che c’è un diritto all’acqua ma anche un diritto dell’acqua, alla terra e della terra ecc…

E che questa dimensione va costituzionalizzata e deve misurarsi e coesistere con la libertà della scienza e della ricerca.

  • Di porre un limite al “paradigma tecnocratico” .

Per il pensiero tecnocratico, l’innovazione tecnologia e la concorrenza che ne deriva, sono in grado di risolvere ogni problema, anche le attuali disuguaglianze e ingiustizie.

Scarseggia l’acqua in una determinata zona? La tecnologia del trasporto, della deviazione dei fiumi o della desalinizzazione del mare ecc…risolverà il problema.

È inquinata? La depurazione risolverà il problema.

Le falde non sono più potabili? Mettiamo l’acqua delle sorgenti montane, dei laghi artici, dei torrenti puliti, in bottiglia come fa Nestlè, o la ricostruiamo industrialmente, morta e purificata, come fa Coca Cola,  La depuriamo e la rimettiamo nei pozzi cittadini in un ciclo continuo come fanno Los Angeles e Singapore ecc…

Mancherà la terra? Costruiamola artificialmente, con gli ingredienti nutritivi, disponiamola verticalmente in terrazze altrettanto artificiali come prospetta Israele o facciamo piattaforme agricole sul mare, desalinizzando l’acqua con energia solare, come prospetta la Lega Coop o produciamo insetti da mangiare. Non c’è limite alle meraviglie della tecnica.  Si possono inventare anche i profumi della natura.

Ma tutto questo diventa: perdita della naturalità degli elementi fondanti la vita.  E genera il paradigma della mercificazione dei beni comuni.

La tecnologia, l’innovazione costano, le possiedono, perché vi hanno imposto i brevetti, le multinazionali, le sole ad attrarre i finanziamenti, perciò privatizziamo, monetizziamo tutta l’acqua, compreso quella dei mari, diamole un Prezzo e quotiamola in Borsa. Il Presidente di Nestlè è stato chiaro a tale proposito.

Istituzionalizziamo il Land e il Water Grabbing. La compravendita dei diritti allo sfruttamento, il mercato dei crediti idrici come per la CO2.

Ribaltiamo ogni concezione del diritto umano.

Erasmo D’Angelis, direttore dell’Unità, traccia così i nuovi comandamenti: ai diritti si accede se paghi.

E della partecipazione? Puoi partecipare comprando le azioni.

Dall’Enciclica il dovere di fare alcuni conti.

Nel pensiero occidentale e di sinistra: Rivoluzionario e progressista è chi guarda sempre avanti, all’illimitata potenzialità dello sviluppo economico e dell’intelletto umano e Reazionario e conservatore è chi si guarda indietro, che “ferma la ruota della storia”

Riconoscere i diritti dei popoli indigeni o dei contadini della sussistenza di vivere sulla loro terra e la loro cultura e le loro tradizioni, è reazionario?

Il governo Etiope nel deportare 400000 indigeni dalla valle del fiume Omo ha decretato che la loro permanenza su quelle terre: “è crudele e ingiusta per il progresso dell’Africa” .

Sottrarsi all’omologazione del pensiero consumistico e produttivo occidentale è reazionario?

Siamo nell’anniversario della morte di Pasolini e mi chiedo se il suo pensiero che tanto assomiglia a quello del Papa è reazionario?

Fare i conti con l’estremismo laico

Un pensiero presente che si organizza in movimenti attorno ad una identità sempre più radicale ed escludente di contenuti che non siano i diritti personali, negati “dall’oscurantismo religioso e del Vaticano”: i matrimoni gay, la fecondazione eterologa, l’eutanasia, le coppie di fatto ’estremismo laico schiera questi contenuti come in una sorta di crociata antireligiosa e in nome della superiorità della civiltà occidentale.

Non crea ponti, ma spartiacque. Diventa arroganza verso il resto del mondo che stenta ad omologarsi alla nostra rapidità moderna che non si accompagna più con i diritti sociali ma si allontana.

Io mi considero laico, questi problemi sono anche miei, ma la mia identità di laico non la ritaglio attorno a questi contenuti, come non dovrebbe ritagliarsi quella opposta del credente.

L’acqua un esempio che da speranza.

L’acqua è stato il solo movimento di resistenza mondiale al pensiero unico liberista e che realizza ancora parte dei suoi obbiettivi.

Viviamo tempi in cui sembra impossibile opporsi alla potenza del potere Ma anche noi, parte attiva della società civile, alimentiamo questo senso d’impotenza, non valorizzando i risultati, le vittorie e le esperienze che produciamo.

L’ONU nel 2010 ha dichiarato l’acqua un diritto umano.

Dietro ci sono le lotte di un movimento, c’è Cochabamba, i comitati territoriali contro le privatizzazioni del servizio idrico, ci sono le costituzioni dell’Uruguay e della Bolivia, e quella dell’Ecuador che costituzionalizza anche il diritto della natura.

Il referendum italiano è stato vanificato…certo! Ma è anche evidente che non sono più riusciti a privatizzare.

Il 4 Settembre il Parlamento Europeo ha votato una Risoluzione nella quale oltre a riconoscere che l’acqua un bene comune, si chiede venga tolta dai negoziati sul TTIP, siano garantiti a tutti almeno 50 litri per persona al giorno e fatto divieto di chiudere i rubinetti ai morosi.

Dietro ci sono 2 milioni di firme raccolte in Europa.

Dal marzo 2005 al marzo 2015 si sono verificati nel mondo 235 casi di rimunicipalizzazione dell’acqua in 37 Paesi diversi.

Creare un movimento.

Oggi ci sono tutte le condizioni per rifondare attorno all’Enciclica un Nuovo Forum Sociale Mondiale e porre alcune sfide locali e universali:

  • per fermare la privatizzazione dell’acqua e ripublicizzarla e portarla 1 miliardo di persone che non ne hanno l’accesso.
  • per la concretizzazione del diritto all’acqua attraverso Un Protocollo Mondiale, che ne definisca i termini, la quantità minima per ogni persona, un tribunale che ne sanzioni le violazioni.
  • chiudere con i pesticidi più nocivi, fare una moratoria degli OGM , delle trivellazioni, del nucleare dei i biocombustibili.

Sono orizzonti possibili di un vero movimento per la vita.

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